Mutandine calde

La stanza è immersa in una luce soffusa, e il silenzio tra noi è denso, quasi tangibile. Resti immobile dove ti ho detto di metterti, con lo sguardo fisso su ogni mio minimo gesto.

Porto le mani ai fianchi. L'elastico sottile della seta scorre lento lungo la mia pelle, catturando la tua attenzione totale. Posso sentire il tuo respiro accelerare a ogni centimetro scoperto, come se la distanza che ci separa fosse una corda tesa al limite.

Non c'è fretta. Con calma calcolata, le sfilo facendole scivolare lungo le cosce, fino alle caviglie. Lascio che il tessuto leggero cada a terra per un secondo, prima di piegarmi a raccoglierlo.

Ti fisso negli occhi mentre le tengo tra le dita: sono ancora calde, imbevute e modellate dal contatto con il mio corpo dopo averle indossate a lungo per te. Nessun alterazione. Solo la mia essenza più intima e pura imprigionata nella trama della stoffa.

Mi avvicino a passo lento, fino a sentire il calore che emani. Ti porgo l'intimo senza dire una parola.

Le tue mani si sollevano tremanti per prenderle, come se stessi maneggiando l'oggetto più prezioso e proibito. Le porti al viso, chiudi gli occhi e tiri un respiro profondo, affondando nel mio profumo intimo, inalando ogni singola sfumatura della mia pelle.

In quell'istante, vedendoti completamente sopraffatto dal mio aroma e perso nella tua ossessione, il dominio è totale.